Scambio di Coppia
Arriva quel momento in ogni matrimonio. 2°
04.01.2022 |
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"Era questo che mi stava trasmettendo e fu questo che gli trasmisi con il mio sguardo..."
Dopo cena Cristina propose di fare un gioco.- “Allora ragazzi, il gioco si chiama “verità o penitenza”
- “Lo facevamo al Liceo, “– risposi – “era utile per dirci cose che non ci eravamo mai detti.”
- “Esatto, anche qui è la stessa cosa” – disse Cristina.
- “Però bisognava essere un po’ brilli, altrimenti non avremmo avuto il coraggio di essere sinceri fino in fondo” – dissi. “Amore, puoi prendere un Jack Daniel, per favore?” – dissi a mio marito.
Paolo si allontanò per far subito ritorno con la bottiglia di whisky e quattro bicchieri. Li riempì e ce li offrì.
- “Il gioco si conosce” – continuò Cristina – “c’è una vittima e un carnefice. La vittima deve rispondere con assoluta sincerità a una domanda del carnefice oppure subire una penitenza se non vuol rispondere. Tutto chiaro?”
- “Chiaro.” – rispose mio marito – “Chi inizia?”
- “Chi ha proposto il gioco, ossia io. “– rispose sorridendo Cristina. “Inizio con Anna.”
- “Oddio… proprio io… beh, ok, dai…” – dissi
- “Verità o penitenza?” – chiese Cristina
- “Scelgo la verità” – dissi, nonostante conoscessi la perfidia di Cristina. E difatti la domanda fu degna di lei
- “Che voglia hai di scopare con Alberto?”
Alla domanda Alberto si scolò per l’imbarazzo tutto d’un fiato l’intero bicchiere di whisky che aveva in mano.
- “Che carogna che sei.” – risposi – “Tanta, comunque” – e anch’io mi tracannai il bicchiere di whisky.
Un rossore intenso tinse le delicate guance di Alberto.
- “Troia!” - disse ridendo Cristina. “Bene, tocca a te adesso.”
Mi rivolsi ad Alberto: “Verità o penitenza?”
- “Verità” – disse Alberto.
- “Quale parte del mio corpo ti piace di più? – chiesi.
“Troia” – ripeté Cristina
Alberto si riempì di nuovo il bicchiere e ne bevve metà. Poi, con un rossore che aveva ormai raggiunto toni parossistici, si pronunciò:
- “Il culo. Hai un culo fantastico…”
- “Grazie, è bello sentirselo dire.” – dissi maliziosa.
- “E’ il turno di Alberto adesso” – disse Cristina.
- “Beh, Paolo, visto che non sei stato ancora chiamato in causa, mi rivolgo a te. Verità o penitenza?” – disse Alberto
“Apro io le danze per la penitenza.” – disse Paolo
- “Come preferisci. Uhm… qualcuno ha in mente una penitenza da dare a Paolo?” – disse Alberto.
- “Io!” – disse Cristina.
- “OK, dilla pure.” – rispose Alberto.
- “Via i pantaloni” – disse Cristina
Paolo rise senza alcun imbarazzo. Si alzò, si tolse le scarpe, i calzini, e infine i pantaloni, rimanendo in camicia e con un paio di boxer stretti e bianchi che gli avevo regalato io. Faceva la sua bella figura. Mio marito ha un fisico asciutto, non male per uno che è più vicino ai 60 che ai 50.
- “Visto che ci sei togliti anche i boxer” – disse Cristina.
Scoppiammo a ridere.
- “Eh, no, pantaloni erano e pantaloni sono stati.” – risposi fingendo di essere gelosa.
- “E’ il mio turno.” – disse Paolo. – “Cristina, verità o penitenza?”
- “Scelgo la penitenza!” – disse lei.
- “Bene” - disse mio marito - “Fammi pensare… uhm… baciami!”
Stai una vita con una persona e credi di conoscerla davvero, ma una tale sfrontatezza non avrei mai pensato che mio marito riuscisse ad averla.
“Ehi, qui il gioco si fa davvero duro.” – dissi.
- “Sei forse gelosa?” – mi disse Cristina
- “Non stasera.” - risposi
- “Bene. vado a pagare la mia penitenza.” – disse Cristina
Si alzò e si avvicinò a mio marito. Un bacio non è come mostrarsi in mutande o cose del genere: il bacio è un atto intimo, un punto di non ritorno, una chiave che apre un mondo incantato, tutto da esplorare. Cristina si fermò davanti a mio marito, a pochi centimetri dal suo viso. Sorridevano come per schernirsi ma gli occhi trasudavano passione, istinto, voglia. Io e Alberto li guardavamo. Vedevamo i loro occhi chiudersi e le loro labbra incontrarsi. Le loro lingue iniziarono a danzare attorcigliandosi. Era mio marito quello che stavo guardando baciarsi con un’altra e la cosa era incredibilmente eccitante. Istintivamente mi volsi verso Alberto che stava adesso guardando me. Era chiaro e cristallino il suo sguardo. “Ti voglio”. Era questo che mi stava trasmettendo e fu questo che gli trasmisi con il mio sguardo.
“Ragazzi, vado a prendere un’altra bottiglia, questa è vuota” dissi. Ritornai con la bottiglia e riempii i bicchieri.
“Secondo giro” – disse Cristina – “Mi rivolgo a te, Anna”
“Ce l’hai con me stasera?” - risposi
“Sì, amore. Verità o penitenza?”
“Con te scelgo sempre la verità.” – dissi
“Non farmi apparire più cattiva di quanto io sia” – disse con tono beffardo -“Dunque, la domanda è questa. Se tu potessi chiedere ad Alberto di soddisfare una tua fantasia sessuale, cosa gli chiederesti?”
Rimasero tutti a fissarmi con la bocca semi aperta in attesa di una mia risposta, Ci pensai un attimo su, poi dissi:
- “Beh, Alberto, visto che trovi fantastico il mio culo…”
- “Che TROIA che sei!” – gridò con finto stupore Cristina
- “Beh, che c’è? Non è il gioco della verità questo?” – dissi.
Alberto, al solito, per nascondere il suo imbarazzo trangugiò l’altro mezzo che era rimasto sul suo bicchiere.
-” A chi tocca?” – dissi.
- “Faccio io” – disse Paolo – “Alberto, verità o penitenza?”
- “Penitenza.” – rispose Alberto.
- “Bene, la penitenza è questa: Vai dietro ad Anna, lei si alzerà la minigonna e tu le abbassi le mutandine, così finalmente potrai vederglielo senza filtri.”
- “Io credo che si debba riconsiderare il concetto di penitenza. Penitenza è sinonimo di castigo, non di premio.” - dissi
Ci fu nuovamente una risata collettiva.
“Dai, non fare storie “– disse Paolo – “e su con la minigonna.”
Alberto si avvicinò dietro di me. Io alzai la minigonna e sentii le dita di Alberto che avevano afferrato i bordi della mia mutandina e la tirò delicatamente giù. Il mio culo, adesso bianco e nudo, era davanti a lui.
- “Amore, sembri ipnotizzato.” – disse Cristina - Puoi staccare adesso le mani dalle mutandine di Anna, altrimenti rischi di romperle.”
Altre risate.
“Anna, continui tu?” – disse Cristina
“Ok. Mi rivolgo a te Cristina, verità o penitenza?”
“Penitenza” – Come vedi, non ho paura delle penitenze, IO.
“Via la camicia e il reggiseno” – dissi.
- “Eh no” – disse Cristina – “non puoi chiedermi di togliermi due capi.”
- “Sì che puoi. Toglili” – dissi.
“E va bene. “– disse Cristina senza apporre resistenza. Si tolse la camicia e il reggiseno scoprendo un paio di tette candide, tonde, grandi. Decisi in quel momento che prima che finisse la serata gliele avrei palpate.
Era il turno di Alberto, adesso. Si rivolse a me.
- “Anna, verità o penitenza?”
- “Penitenza, visto che penitenza poi non è.” – dissi
- “Devi slacciarmi i pantaloni e tirarli giù.” – disse.
- “L’avevo detto che la penitenza qui è mal interpretata. Vieni qui.” – dissi ad Alberto.
Alberto si avvicinò e rimase fermo davanti a me, guardandomi. Io ero seduta e la zip dei suoi pantaloni era all’altezza del mio viso. La protuberanza nei suoi jeans non lasciava adito a dubbi. Appoggiai una mano su quella sporgenza e l’accarezzai.
“Ehi” – esclamò Cristina – “ lascia stare i miei gioielli di famiglia.”
Alberto emise un piccolo gemito. Lentamente gli abbassai la zip, poi infilai una mano sotto l’elastico dei boxer e il fiato gli si mozzò in gola. Avevo in mano il suo cazzo. Non ce l’ho più fatta a reggere, abbassai la testa e lo presi in bocca.
Iniziavano le danze.
A quel punto Paolo si girò verso Cristina e buttò il suo viso in mezzo alle sue tette - evidentemente non ero stata l’unica ad essere attratta dalle tette di lei. Nel frattempo, Cristina si adoperava per tirargli giù i boxer, poi si inginocchiò davanti a lui e alzò il viso guardandolo. Continuando a mantenere quel contatto visivo, afferrò con una mano il cazzo di mio marito e iniziò a masturbarlo, prima lentamente, poi con foga. Poi, lo ingoiò tutto, mozzando il fiato a Paolo, che l’afferrò per la testa.
La nostra storia di amicizia - e di sesso - dura ancora. Negli ultimi tempi io e Cristina ci siamo scoperte Attratte l’una dall’altra e io ho potuto gustami le sue favolose tette. Lei invece ha una passione sconfinata per la mia micettina e non perde occasione per mettere la sua lingua tra le mie gambe. Stiamo pensando di inserire una nuova coppia, amici di Cristina e Alberto. Cristina sta tastando il terreno con la sua amica. Se andrà in porto, non mi esimerò dal raccontare questa nuova avventura.
Anna.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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